Emorroidi: rimedi, quando bastano e quando trattarle

26.10.2026

Emorroidi: rimedi e trattamento ambulatoriale, Palazzo Manzoni, Brescia

I rimedi per le emorroidi, cioè fibre, acqua, movimento, abitudini corrette in bagno e un’igiene delicata, aiutano negli episodi lievi e riducono le ricadute. Non chiudono però un gavocciolo malato: se il sangue si ripete, se compare un prolasso o se i disturbi tornano nonostante le buone abitudini, serve una visita che stadi la malattia. Oggi, per la maggior parte dei pazienti, il trattamento è ambulatoriale.

Magari hai già provato un po’ di tutto: la pomata nel cassetto, l’attenzione a cosa mangi prima di un viaggio, il cuscino in macchina. Sono tentativi sensati. Qui vediamo quali rimedi funzionano, cosa possono fare e cosa no, e quando è il momento di passare oltre. Se invece vuoi capire come riconoscere il problema, i sintomi sono spiegati nell’articolo Emorroidi: sintomi, cause e quando rivolgersi allo specialista.

In pillole

  • Fibre, acqua, movimento e niente sforzo prolungato in bagno: sono la base, negli episodi lievi e dopo ogni trattamento.
  • Pomate e integratori, su indicazione del medico, danno sollievo nelle fasi acute ma non agiscono sulla causa.
  • Il sangue dal retto non va mai considerato emorroidario senza una visita.
  • Endosclerosi con schiuma e radiofrequenza: ambulatoriali, senza anestesia generale, si torna al lavoro lo stesso giorno.

Emorroidi: i rimedi che puoi iniziare da subito

I rimedi più utili sono anche i più semplici. Hanno un obiettivo comune: ridurre la pressione sui cuscinetti emorroidari, che aumenta con la stitichezza e con lo sforzo durante l’evacuazione.

Fibre e acqua. Frutta, verdura, legumi e cereali integrali, insieme a un’idratazione adeguata, rendono le feci più morbide e l’evacuazione meno faticosa. È il cambiamento che conta di più, e chiede costanza: non basta qualche giorno di attenzione dopo una crisi.

Le abitudini in bagno. Non rimandare lo stimolo e non prolungare lo sforzo. Il bagno non è il posto giusto per leggere o scorrere il telefono: meno tempo passi seduto sul water, meglio è.

Il movimento. L’attività fisica regolare aiuta l’intestino, mentre la sedentarietà e le molte ore consecutive passate seduti o in piedi sono tra i fattori che favoriscono il disturbo. Se il tuo lavoro ti tiene fermo, alzati e cammina un po’ quando puoi.

Un’igiene delicata. Acqua tiepida e detergenti delicati, senza strofinare: la pelle della zona è sensibile e si irrita facilmente.

Lo sapevi che? Le emorroidi, di per sé, non sono una malattia. Sono cuscinetti vascolari presenti nel canale anale di tutti, e contribuiscono alla continenza. Si parla di malattia emorroidaria solo quando questi cuscinetti si dilatano, si congestionano o scivolano verso l’esterno.

Pomate e integratori: cosa possono fare e cosa no

Nelle fasi di riacutizzazione il medico può indicarti un trattamento topico o un integratore. Possono dare sollievo nei giorni di maggiore fastidio, ed è giusto usarli quando servono. Non chiudono però il gavocciolo dilatato: quando la crisi passa, il problema di fondo è ancora lì.

È il motivo per cui molte persone passano anni a gestire le ricadute, con un tubetto di pomata in borsa e uno in macchina, evitando i viaggi lunghi o scegliendo con cura dove sedersi. Se ti riconosci in questa descrizione, la fase dei soli rimedi probabilmente è finita.

Quando i rimedi non bastano: i segnali da non ignorare

La malattia emorroidaria raramente è un’urgenza, ma è una condizione progressiva. È il momento di una visita quando:

  • il sanguinamento si ripete, anche se è poco;
  • compare un prolasso, oppure un prolasso che prima rientrava da solo ora non rientra più;
  • i disturbi tornano nonostante fibre, acqua e buone abitudini;
  • compare un dolore acuto e intenso, che non è tipico delle emorroidi non complicate e va valutato.

Un’avvertenza importante: il sangue dal retto non va mai dato per emorroidario senza una visita. Può avere altre cause, alcune serie, che il medico deve escludere. E un sanguinamento cronico, anche modesto, nel tempo può portare ad anemia da carenza di ferro.

Aspettare, inoltre, non è neutro. Un quadro che nella fase iniziale risponde a una sola seduta ambulatoriale, dopo anni di ricadute può richiedere un percorso più complesso.

Il trattamento delle emorroidi oggi: quasi sempre ambulatoriale

Tutto parte dalla visita proctologica: un colloquio sui tuoi disturbi, l’esame e, dove indicato, l’anoscopia o la rettoscopia. Dura 20-30 minuti, si svolge nella massima riservatezza e serve a stadiare la malattia, cioè a definirne il grado, e a scegliere la tecnica più adatta. Le opzioni principali sono queste.

Endosclerosi con schiuma. Una schiuma sclerosante iniettata nel gavocciolo ne produce la retrazione già durante la procedura. È indicata soprattutto nei gradi I e II con sanguinamento, dura in genere 10-20 minuti, non richiede anestesia generale e la maggior parte dei pazienti la descrive come indolente. Spesso basta una seduta, due o tre nei gradi più avanzati. Approfondisci l’endosclerosi con schiuma.

Radiofrequenza. Un’applicazione controllata di energia, attraverso una sonda sottile, che agisce sia sul sanguinamento sia sul prolasso. È indicata in quadri selezionati di grado II e III con prolasso riducibile e dura 15-30 minuti. Approfondisci la radiofrequenza.

Legatura elastica. Un piccolo elastico posizionato alla base del gavocciolo, spesso combinato con l’endosclerosi nei gradi II e III.

Chirurgia. L’emorroidectomia classica resta la risposta corretta per una minoranza di casi avanzati, non adatti alle tecniche mini-invasive. Quando serve, lo specialista lo dice chiaramente e ne spiega il motivo.

Dopo l’endosclerosi o la radiofrequenza si torna al lavoro e alle normali attività lo stesso giorno. A Palazzo Manzoni lo stesso specialista che ti visita esegue anche la procedura. Trovi tutte le opzioni nella pagina sul trattamento delle emorroidi.

Lo sapevi che? L’elastico contro le emorroidi ha più di sessant’anni. Già nel 1963 il chirurgo J. Barron descriveva la legatura elastica delle emorroidi interne eseguita in ambulatorio. Il classico intervento chirurgico di Milligan e Morgan è ancora più antico: fu descritto nel 1937.

Dopo il trattamento: perché i rimedi restano importanti

Il trattamento chiude il gavocciolo malato, ma non cambia le abitudini che hanno favorito il problema. Se stitichezza, poche fibre e sedentarietà restano le stesse, una recidiva è possibile. Per questo i rimedi di cui abbiamo parlato non vanno in pensione: diventano la tua prevenzione.

Nei giorni successivi alla procedura servono attenzione alla regolarità intestinale e all’idratazione e, se necessario, un analgesico lieve. Meglio rimandare di qualche giorno l’attività fisica intensa e i voli lunghi. Il controllo è fissato all’intervallo concordato e, se servono altre sedute, si pianificano a quattro-sei settimane di distanza.

Domande frequenti sui rimedi per le emorroidi

Le emorroidi passano da sole con i rimedi naturali?

Gli episodi lievi possono migliorare con fibre, acqua, movimento e buone abitudini in bagno. Se però il sanguinamento si ripete o compare un prolasso, il disturbo tende a tornare: in questi casi è utile una visita proctologica per stadiare la malattia.

Le pomate guariscono le emorroidi?

No. Pomate e integratori, su indicazione del medico, possono dare sollievo nelle fasi acute, ma non chiudono il gavocciolo dilatato. Se ti accorgi di usarli spesso, è il momento di valutare un trattamento.

Quando bisogna andare dal medico per le emorroidi?

Quando il sangue si ripete, quando compare un prolasso, quando il dolore è acuto o quando i disturbi tornano nonostante le buone abitudini. Il sangue dal retto, in ogni caso, va sempre valutato da un medico, perché può avere anche altre cause.

Il trattamento ambulatoriale delle emorroidi fa male?

L’endosclerosi con schiuma non richiede anestesia generale e la maggior parte dei pazienti la descrive come indolente. Anche la radiofrequenza è ben tollerata. In entrambi i casi si torna alle normali attività lo stesso giorno.

Serve l’impegnativa per la visita proctologica?

No. A Palazzo Manzoni, in Via dei Mille 14 a Brescia, puoi prenotare direttamente la visita proctologica per telefono allo 030 294 2437, per email o online.

Se convivi da tempo con le emorroidi e i rimedi non bastano più, il passo giusto è una visita. Presso il reparto di Chirurgia Vascolare e Flebologia dell’Istituto Chirurgico Palazzo Manzoni, a Brescia, il Prof. Edoardo Cervi stadia la malattia e ti propone il trattamento più adatto al tuo quadro: puoi prenotare una visita proctologica online o telefonicamente allo 030 294 2437.