Chirurgia del Seno · Tecnica Preservé

Mastoplastica additiva mini-invasiva a Brescia: lo spazio si crea, non si scava.

La mastoplastica additiva mini-invasiva a preservazione dei tessuti, nota come tecnica Preservé di Motiva, cambia il modo in cui si prepara lo spazio per la protesi. Invece di separare i tessuti con una dissezione estesa, li si allunga in modo progressivo e controllato con strumenti dedicati, attraverso una piccola incisione nel solco sottomammario.

A Palazzo Manzoni la esegue il Dr. Stefano Di Nonno, Specialista in Chirurgia Generale con master in Chirurgia Estetica e chirurgo certificato Preservé, nell’équipe di chirurgia del seno guidata dal Dr. Enrico Motta. Non è la tecnica giusta per tutte: in visita valutiamo se è adatta a te o se è meglio un approccio tradizionale.

Chirurgia del seno a Palazzo Manzoni, Brescia

Solco sottomammario

L’accesso è una piccola incisione nella piega sotto il seno

Rispetto dei tessuti

Lo spazio per la protesi si crea per distensione controllata

Senza contatto

La protesi entra attraverso una guaina, senza essere toccata

Su misura

Indicazione decisa in visita, caso per caso

Preservare i Tessuti

Un’idea semplice: cambiare il meno possibile.

In una mastoplastica additiva tradizionale il chirurgo crea lo spazio per la protesi, la cosiddetta tasca, separando i tessuti con il bisturi o con l’elettrobisturi. È una tecnica collaudata da decenni e resta la scelta migliore in molte situazioni.

L’approccio a preservazione dei tessuti parte da una domanda diversa: quanto della mammella è davvero necessario modificare per accogliere la protesi? L’obiettivo è integrare il nuovo volume nell’anatomia che c’è già, rispettando il più possibile le strutture di sostegno del seno.

Preservé è il sistema di Motiva, produttore di protesi mammarie, per la mastoplastica additiva a preservazione dei tessuti: prevede strumenti specifici e protesi Motiva a superficie liscia. Non è quindi una protesi diversa, ma un modo diverso di prepararle il posto.

Lo sapevi che?

La prima protesi mammaria al silicone fu impiantata nel 1962 a Houston, in Texas, da due chirurghi plastici, Thomas Cronin e Frank Gerow, e presentata l’anno seguente a un congresso internazionale. Da allora le protesi sono cambiate di generazione in generazione; oggi la ricerca guarda anche a come preparare i tessuti che le accolgono.

Fonti: Maxwell GP, Gabriel A, Gland Surgery 2017; Glicenstein J, Annales de Chirurgie Plastique Esthétique 2005

Come Funziona

La tecnica, passo dopo passo

Gli strumenti Preservé sono specifici e possono essere usati solo dopo la certificazione rilasciata da Motiva, che il Dr. Di Nonno ha conseguito. Le fasi sono sempre le stesse, mentre volume e profilo della protesi si scelgono sulla tua anatomia.

Come in ogni mastoplastica additiva, la protesi viene registrata nel registro nazionale degli impianti protesici mammari.

Valutazione per la mastoplastica additiva

Lo sapevi che?

L’inserimento «senza contatto» è stato misurato: in uno studio su 100 donne, l’uso di un imbuto dedicato ha ridotto in media l’incisione da 46 a 35 millimetri e il tempo per far passare la protesi attraverso l’incisione da 16 a 6 secondi. Il tempo totale di inserimento, invece, non è cambiato in modo significativo.

Fonte: Montemurro P et al., Aesthetic Plastic Surgery 2019

01

L’accesso

Una piccola incisione nel solco sottomammario, la piega sotto il seno, dove la cicatrice tende a restare nascosta.

02

Il canale

Un separatore apre un passaggio verso la zona che accoglierà la protesi, seguendo i piani naturali dei tessuti.

03

La distensione controllata

Un palloncino gonfiabile allunga i tessuti in modo progressivo, fino a creare lo spazio necessario, invece di ricavarlo con un’ampia dissezione.

04

L’inserimento senza contatto

La protesi entra attraverso una guaina dedicata, senza toccare la pelle né le mani del chirurgo: è il principio «no-touch».

05

La chiusura

L’incisione viene suturata; seguono un reggiseno contenitivo e i controlli programmati.

Illustrazione della tecnica Preservé: un separatore apre un canale dal solco sottomammario verso lo spazio della protesi
02 · Il canale
Illustrazione della tecnica Preservé: un palloncino gonfiabile allunga i tessuti e crea lo spazio per la protesi
03 · La distensione controllata
Illustrazione della tecnica Preservé: la protesi entra dal solco sottomammario attraverso una guaina, senza contatto
04 · L’inserimento senza contatto

Illustrazioni per gentile concessione di Motiva.

Cosa Dicono gli Studi

Una tecnica promettente, con prove ancora giovani

La tecnica Preservé è recente e le pubblicazioni sono poche e con un follow-up breve. Ecco cosa sappiamo oggi, senza promesse.

→Le complicanze

In una serie di 330 donne seguite in media per 18 mesi le complicanze sono state lo 0,9%, senza contratture capsulari gravi. Gli stessi autori precisano che la tecnica non è nata per ridurre le complicanze e che, rispetto ai loro risultati precedenti, già bassi, non le ha ridotte in modo statisticamente significativo. Randquist 2026

→Il recupero

Nella prima serie statunitense (159 donne, controllate in media per poco meno di 5 mesi) la metà di chi ha risposto al questionario a 3 mesi è tornata alle attività quotidiane entro un giorno, un altro 31% entro 3-5 giorni. Sono dati riferiti dalle pazienti, senza confronto con la tecnica tradizionale. Pittman 2026

→L’anestesia

Nella stessa serie il 64% degli interventi è stato eseguito in anestesia locale, con o senza sedazione, e il 36% in anestesia generale, scelta soprattutto quando all’aumento si associavano altri interventi. Il regime più adatto si decide caso per caso. Pittman 2026

→Chi ha condotto gli studi

Le serie pubblicate vengono dai chirurghi che hanno sviluppato e diffuso la tecnica, in parte in un supplemento sponsorizzato dall’azienda produttrice. L’editoriale che le presenta scrive che servono conferme indipendenti e randomizzate. Graf e LeBlanc 2026

→Protesi lisce e linfoma

La BIA-ALCL è un linfoma raro legato alle protesi. In uno studio indipendente su 94 casi tutti erano associati a protesi con rugosità superiore a 10 micron, cioè testurizzate; non è emersa un’associazione con le superfici sotto questa soglia. Santanelli di Pompeo 2026

La tecnica mini-invasiva non elimina i rischi di ogni mastoplastica additiva: contrattura capsulare, rottura o malposizione della protesi, increspature, infezioni e la possibilità di un nuovo intervento negli anni. Ne parliamo apertamente in visita.

Approfondisci: mastoplastica additiva, mastopessi e costi della chirurgia plastica.

Dr. Stefano Di Nonno

Il Chirurgo di Riferimento

Dr. Stefano Di Nonno

Specialista in Chirurgia Generale, con master in Chirurgia Estetica. A Palazzo Manzoni esegue la mastoplastica additiva mini-invasiva nell’équipe di chirurgia del seno guidata dal Dr. Enrico Motta, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.

Specializzazione

Chirurgia Generale, con master in Chirurgia Estetica

Certificazione

certificazione Motiva per la tecnica Preservé

Équipe

nel dipartimento di chirurgia plastica guidato dal Dr. Enrico Motta

Continuità

lo stesso chirurgo dalla prima visita ai controlli

Il Tuo Percorso

Come si svolge, a Brescia

Fase 01

La visita

Misure, qualità e spessore dei tessuti, forma del seno e aspettative: si decide se la tecnica mini-invasiva è adatta e si sceglie la protesi, perché con questa tecnica non si usano protesi di prova in sala.

Fase 02

Le informazioni

Ricevi la scheda informativa sulla protesi prevista dalla legge e firmi il consenso informato solo dopo averla letta, con il tempo per decidere.

Fase 03

L’intervento

In sala operatoria, con l’anestesia concordata in visita e calibrata sul tuo caso.

Fase 04

I primi giorni

Reggiseno contenitivo, attività leggere e indicazioni precise su sport e lavoro, calibrate su di te.

Fase 05

I controlli

Visite programmate nei mesi successivi; i dati della protesi entrano nel registro nazionale entro tre giorni dall’intervento.

Domande Frequenti

Domande frequenti
sulla mastoplastica additiva mini-invasiva

Cos’è la mastoplastica additiva mini-invasiva?

È un modo di inserire la protesi che crea lo spazio allungando i tessuti con strumenti dedicati, attraverso una piccola incisione nel solco sottomammario, invece di separarli con un’ampia dissezione. La protesi entra poi attraverso una guaina, senza essere toccata.

Cos’è Preservé di Motiva e che protesi si usano?

Preservé è il nome con cui Motiva indica questa tecnica: comprende un separatore per aprire il canale, un palloncino per la distensione controllata e una guaina per l’inserimento senza contatto. Si usa con protesi Motiva a superficie liscia SmoothSilk, modello Ergonomix2. Volume e profilo si scelgono in visita, sulla tua anatomia.

Che differenza c’è con la mastoplastica additiva tradizionale?

Cambia come si prepara lo spazio per la protesi: per distensione controllata invece che per dissezione. Gli studi pubblicati sono ancora pochi e brevi e non dimostrano, per ora, che sia superiore alla tecnica tradizionale: per questo la scelta si fa caso per caso.

È adatta a tutte?

No. Qualità e spessore dei tessuti, forma del seno, grado di rilassamento della pelle e volume desiderato vanno valutati in visita. Quando il seno è molto rilassato, per esempio, può servire una mastopessi; in altri casi la tecnica tradizionale o il dual plane sono più indicati.

Il recupero è più rapido?

Molte donne nella prima serie pubblicata hanno riferito di essere tornate alle attività quotidiane entro pochi giorni, ma si tratta di dati raccolti con un questionario e senza un confronto diretto con la tecnica tradizionale. I tempi dipendono da te e dal tipo di intervento.

Che anestesia si usa?

Negli studi la maggior parte degli interventi è stata eseguita in anestesia locale con sedazione, una parte in anestesia generale. A Palazzo Manzoni il regime si sceglie in visita, con una sedazione calibrata sul singolo caso quando è indicata.

Dove resta la cicatrice?

Nel solco sottomammario, la piega naturale sotto il seno, dove tende a restare nascosta. La lunghezza dipende soprattutto dal volume della protesi e si valuta in visita.

A che età si può fare?

In Italia la mastoplastica additiva a scopo estetico è consentita solo dalla maggiore età, salvo gravi malformazioni congenite certificate.

Quanto costa?

Il prezzo dipende dalla protesi, dalla tecnica e dall’eventuale intervento associato. Trovi i prezzi di partenza nella pagina dei costi della chirurgia plastica; dopo la visita ricevi un preventivo scritto.

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Dr. Stefano Di Nonno

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