Mastopessi

un seno risollevato, con la sua forma.

La mastopessi è l’intervento che corregge il cedimento del seno (ptosi), risollevandolo e ridandogli forma — con o senza protesi. A Palazzo Manzoni, a Brescia, l’obiettivo è un profilo naturale e stabile, costruito sul rispetto dei tuoi tessuti.

Guidata dal Dr. Enrico Motta insieme al Dr. Stefano Di Nonno, l’équipe di chirurgia del seno di Palazzo Manzoni a Brescia esegue interventi di mastoplastica additiva, mastopessi, chirurgia riduttiva, revisionale, ricostruzione post-mastectomia e lipofilling mammario. Ogni percorso è guidato da un principio chiaro: garantire un risultato naturale, stabile nel tempo e che rifletta appieno le tue aspettative.

Tornare a riconoscersi

Oltre il volume: la forma e la posizione contano di più.

Gravidanze, allattamento, variazioni di peso o il semplice passare del tempo possono far discendere il seno e svuotarne il polo superiore. In molti casi il problema non è il volume: è la posizione. Per questo la protesi da sola, spesso, non è la risposta.

Ogni ptosi ha un grado e una causa: la visita serve a misurarli. Solo dopo si sceglie la tecnica — mastopessi semplice, con riduzione o con protesi — e il disegno delle incisioni più adatto alla tua anatomia.

La qualità della pelle, la posizione del complesso areola-capezzolo e la quantità di ghiandola determinano il piano chirurgico. L’obiettivo non è solo risollevare: è ridistribuire i volumi perché il risultato duri nel tempo.

Cosa Rende Diverso il Nostro Approccio

Valutazione etica, chirurgia personalizzata.

La mastopessi è indicata quando il complesso areola-capezzolo è disceso rispetto al solco mammario e la pelle ha perso tono: condizioni che valutiamo in visita con misurazioni precise.

Particolare attenzione è dedicata ai casi post-gravidanza e post-dimagrimento importante, dove al riposizionamento si associa spesso il ripristino del volume perduto con protesi o lipofilling.

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Approccio misurato, mai predefinito

Protesi e tecniche chirurgiche vengono selezionate attraverso un’attenta analisi anatomica — larghezza del torace, base mammaria, elasticità cutanea e spessore dei tessuti molli. Non utilizziamo soluzioni standardizzate e non inseriamo mai la protesi più grande che il corpo possa tollerare, ma quella più armonica per te.

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Criteri etici di indicazione chirurgica

Qualora le aspettative o la dimensione protesica richiesta non risultino conformi ai criteri di proporzione e sicurezza anatomica, l’indicazione chirurgica viene sospesa. Tale orientamento rappresenta una pausa valutativa in attesa che si verifichino le condizioni cliniche idonee.

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Il momento giusto

In presenza di importanti variazioni di peso in corso, di una gravidanza programmata nel breve termine o di un allattamento terminato da meno di sei mesi, consigliamo generalmente di attendere: operare durante una fase di trasformazione fisica comprometterebbe la stabilità del risultato nel tempo.

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Continuità terapeutica e presenza diretta

Il chirurgo specialista che pianifica l’intervento sarà colui che lo eseguirà e che ti seguirà insieme al suo team in tutto il percorso di controlli post-operatori, con un canale di comunicazione diretto per ogni necessità.

Il Tuo Percorso

Come pianificare la tua mastopessi, a Brescia

Fase 01

Prenota il consulto

Telefono, email, WhatsApp o modulo online.

Fase 02

La prima visita

Anamnesi clinica, documentazione fotografica e analisi anatomica. Soprattutto, un tempo di ascolto dedicato e senza fretta per comprendere i tuoi obiettivi reali.

Fase 03

Il tempo per decidere

La chirurgia plastica non richiede decisioni affrettate. Il piano d’intervento non ha una data di scadenza: puoi analizzarlo con calma e chiarire ogni dubbio.

Fase 04

L’intervento

Gli interventi vengono eseguiti nelle nostre sale di Day Surgery dallo stesso chirurgo che ha curato la pianificazione iniziale. La maggior parte dei pazienti rientra a casa il giorno stesso o al massimo dopo una notte di degenza osservativa.

Fase 05

Un follow-up che non finisce alla dimissione

Controlli programmati alle scadenze che il tuo specifico intervento richiede, con un canale diretto col tuo chirurgo e il suo team se nel frattempo qualcosa ti preoccupa.

Storie dei Pazienti

La voce di chi ci ha scelto

Esperienze reali di pazienti di mastopessi e di chirurgia del seno a Palazzo Manzoni.

Mi hanno detto che una misura più piccola di quella che avevo chiesto mi sarebbe stata meglio, e sarebbe durata di più. Mi sono fidata. Tre anni dopo, guardo il risultato ogni giorno e sceglierei ancora lo stesso.

G., 41

Mastoplastica additiva

Portavo il dolore alla schiena da quindici anni. I segni delle spalline da ancora più tempo. La riduttiva per me non è stata un intervento estetico — è stata la fine del dolore. La forma è stata il regalo in più.

F., 47

Mastoplastica riduttiva

La ricostruzione ha richiesto due fasi e quasi un anno. Ci sono entrata preparata. Ne sono uscita sentendo, per la prima volta dalla diagnosi, che il seno era di nuovo mio.

A., 49

Ricostruzione post-mastectomia

Chi guida il dipartimento

Dr. Enrico Motta

Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Responsabile del dipartimento di chirurgia plastica, con il Dr. Stefano Di Nonno nell’équipe di chirurgia del seno.

Specialista

in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Responsabile del dipartimento

guida il dipartimento di chirurgia plastica di Palazzo Manzoni, con il Dr. Stefano Di Nonno nell’équipe di chirurgia del seno

Interventi al seno

mastoplastica additiva, mastopessi, riduttiva, revisione, ricostruzione post-mastectomia, lipofilling mammario

Continuità post operatoria

il chirurgo che pianifica il tuo intervento ti seguirà insieme al suo team nel percorso post operatorio

5.000+

interventi al seno eseguiti

«Un chirurgo plastico serio si riconosce per gli interventi che sceglie di non fare. Il mio compito è ascoltare quello che desideri davvero, studiare la tua anatomia con attenzione, e proporti solo ciò che ti si addice — anche quando significa raccomandare meno di quello che eri venuta a chiedere, o non fare nulla.»

Le Procedure

Le scelte tecniche della mastopessi

Il riposizionamento può essere eseguito con sola rimodulazione dei tessuti oppure in associazione a una protesi o a un lipofilling, quando il polo superiore è svuotato. Il disegno delle incisioni — periareolare, verticale o a T invertita — dipende dal grado di ptosi.

La scelta della tecnica è il passaggio decisivo: un disegno insufficiente non corregge la ptosi, uno eccessivo lascia cicatrici evitabili. La misura giusta nasce dalle proporzioni, non da uno schema fisso.

→Mastopessi periareolare o verticale

per le ptosi lievi e moderate: incisioni contenute attorno all’areola o estese verticalmente, con risollevamento e rimodellamento del cono mammario.

→Mastopessi a T invertita

per le ptosi più marcate: consente il massimo controllo della forma e della ridistribuzione dei volumi, con un disegno cicatriziale che si attenua nel tempo.

→Mastopessi con protesi

quando oltre alla discesa c’è uno svuotamento del polo superiore: il riposizionamento viene associato a una protesi proporzionata, in un unico intervento.

→Mastopessi con riduzione o lipofilling

se il volume è eccessivo si associa una riduzione; se serve pienezza in punti specifici, il lipofilling con grasso autologo rifinisce il profilo.

Esamineremo, misureremo, ascolteremo, e ti diremo con onestà quale procedura ti si addice.

Domande Frequenti

Domande frequenti
sulla mastopessi

Come funziona la mastopessi?

La mastopessi risolleva il seno riposizionando il complesso areola-capezzolo e rimodellando ghiandola e pelle; quando serve volume, si associa una protesi o un lipofilling. La tecnica e il disegno delle incisioni vengono definiti in visita, sul grado reale di ptosi.

Come viene scelta la protesi?

La selezione dell’impianto protesico si basa su rigorosi parametri antropometrici: ampiezza toracica, diametro della base mammaria, conformazione del solco, spessore del mantello adiposo-cutaneo e qualità dei tessuti molli. Durante la fase di consultazione, la paziente valuta le volumetrie idonee mediante reggiseni di prova dedicati. Il criterio guida non è mai il massimo volume biologicamente tollerabile, bensì la sostenibilità strutturale e l’armonia estetica a lungo termine.

Le protesi durano per sempre?

No. Le protesi di ultima generazione durano decenni, ma nel tempo potrebbe essere necessaria una revisione o sostituzione (per usura, cambiamenti anatomici, contrattura capsulare o scelta personale). Discutiamo sempre apertamente di questo aspetto prima di ogni intervento.

Potrò allattare dopo un intervento al seno?

Dopo una mastoplastica additiva con accesso dal solco sottomammario, l’allattamento è di solito preservato. Dopo una riduttiva e dopo una mastopessi la risposta dipende dalla tecnica e dall’anatomia individuale, e non è garantita. Se la possibilità di allattare in futuro rappresenta per te una priorità, la affrontiamo con la massima trasparenza fin dalla prima visita. Sarà proprio questa tua esigenza a guidare la scelta delle tecniche più idonee all’interno del piano chirurgico.

Perderò la sensibilità del capezzolo?

Un’alterazione transitoria della sensibilità del capezzolo è comune nelle prime settimane dopo la maggior parte degli interventi al seno. La perdita persistente e permanente è rara con una tecnica appropriata, ma possibile — in particolare con le riduttive più grandi e con le additive con accesso peri-areolare. Il profilo di rischio specifico viene quantificato ed esposto dettagliatamente in sede di consenso pre-operatorio.

Cos’è la contrattura capsulare, e quanto è frequente?

La formazione di una sottile capsula fibrosa attorno alla protesi è la naturale risposta del corpo e fa parte del normale processo di guarigione. In una ridotta percentuale di pazienti, tuttavia, questa capsula può contrarsi, causando una consistenza più rigida o una modifica della forma del seno. Sebbene le protesi di ultima generazione e le moderne tecniche chirurgiche abbiano ridotto drasticamente questo fenomeno rispetto al passato, il rischio non è del tutto azzerabile, rimanendo la causa principale di revisione nella mastoplastica additiva. La gestione varia dal semplice monitoraggio nei casi lievi alla capsulectomia con sostituzione dell’impianto nei quadri più avanzati.

E la BIA-ALCL o la «sindrome da protesi mammaria»?

La BIA-ALCL è una forma rara di linfoma correlata a specifici modelli di protesi testurizzate; le tipologie maggiormente a rischio sono state ritirate dal mercato in numerosi Paesi, e l’incidenza con gli impianti attualmente utilizzati è estremamente bassa. Con l’espressione «Sindrome da protesi mammaria» (BII) si definisce invece un insieme di sintomi sistemici riferiti da alcune pazienti; le evidenze scientifiche sul tema sono in costante evoluzione e la correlazione diretta con le protesi non è ancora del tutto chiarita. Durante la consultazione affrontiamo questi argomenti con estrema trasparenza, condividendo le informazioni scientifiche più aggiornate.

Quanto dura il recupero?

La ripresa dell’attività lavorativa sedentaria è prevista entro 7-10 giorni dall’intervento per procedure di mastoplastica additiva, mastopessi e riduttiva; l’autorizzazione alla pratica di sport ad alto impatto viene concessa a 6 settimane, previa valutazione clinica. La mastoplastica riduttiva richiede l’uso continuativo di una contenzione elastica per alcune settimane nel post-operatorio. I tempi di convalescenza per la ricostruzione mammaria sono invece specifici per ciascun protocollo e strutturati per fasi. Ciascuna paziente riceve un programma post-operatorio cronologico e personalizzato, volto a guidare e monitorare il processo di guarigione passo dopo passo.

Le cicatrici si vedranno?

Ogni intervento al seno lascia inevitabilmente una cicatrice, motivo per cui la sua collocazione rappresenta uno dei punti cardine della pianificazione chirurgica: nel solco sottomammario, attorno all’areola o lungo il tratto verticale tra i due, mentre per la mastoplastica riduttiva lo schema viene adattato esattamente alle dimensioni del seno. Le cicatrici completano la propria maturazione nell’arco di dodici mesi, diventando progressivamente più chiare e morbide rispetto ai primi tempi. Poiché la qualità del risultato cicatriziale dipende in parte anche da fattori biologici individuali, ti forniremo istruzioni dettagliate per la loro gestione a casa e ne monitoreremo costantemente l’evoluzione a ogni visita di controllo.

Il lipofilling può sostituire una protesi?

Il lipofilling consente di ottenere incrementi di volume più contenuti — tipicamente una frazione di taglia per ciascuna sessione — ed è indicato in pazienti con un’adeguata disponibilità di tessuto adiposo donatore che accettano un aumento graduale e il naturale riassorbimento parziale del grasso innestato. Rappresenta una valida alternativa per chi desidera evitare l’uso di protesi, oltre a costituire un prezioso complemento nelle procedure protesiche e nella ricostruzione mammaria. Non deve tuttavia essere considerato un sostituto della mastoplastica additiva con protesi per chi desidera un aumento di volume più significativo.

Quanto costa?

Il costo dell’intervento varia in base alla specifica procedura, alla tipologia di protesi scelta, alla durata della sala operatoria e alla complessità del quadro clinico. Al termine del consulto, una volta definito il piano chirurgico ideale, ti verrà consegnato un preventivo scritto e dettagliato.

Dove siete, serve un’impegnativa?

L’Istituto Chirurgico Palazzo Manzoni è in Via dei Mille 14, in pieno centro a Brescia, raggiungibile facilmente da tutta la Lombardia e da Milano (circa un’ora). Non serve alcuna impegnativa: puoi prenotare direttamente per telefono, email, WhatsApp o tramite il modulo online.

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Indirizzo

Via dei Mille 14, 25122 Brescia, Italia

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Orari

Mon-Fri 8:30-18:30 · Sat 9:00-13:00

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Dr. Enrico Motta

Contenuti revisionati dal Dr. Enrico Motta, specialista in Chirurgia Plastica.