Vene varicose: tutto quello che c’è da sapere
28.01.2026

Le vene varicose (o varici) non sono solo un problema estetico, ma il segnale di un’alterazione della circolazione venosa che merita attenzione medica. Si tratta di una condizione molto frequente: ne soffre tra il 10 e il 40% della popolazione, il che significa che solo in Italia più di 7 milioni di persone sono interessate. Proprio perché così comune, viene spesso sottovalutata.
Cosa sono le vene varicose
Le vene varicose sono vene dilatate, tortuose e permanenti, che hanno perso la capacità di riportare efficacemente il sangue verso il cuore. Si manifestano soprattutto nelle gambe, poiché è lì che il sangue deve vincere la forza di gravità per risalire. A garantire questa risalita concorrono due alleati: il sistema di valvole venose, che funzionano come «porte a senso unico» permettono al sangue di andare verso l’alto e gli impediscono di tornare indietro — e la pompa muscolare del polpaccio, un vero «cuore periferico» che a ogni passo spinge il sangue verso l’alto.
Come si formano: genetica e stile di vita
La formazione delle varici dipende da un insieme di fattori. La predisposizione genetica gioca un ruolo chiave: se i genitori soffrono di insufficienza venosa, la probabilità di svilupparla è più alta, per una debolezza congenita delle pareti venose. A questa si aggiunge lo stile di vita: la sedentarietà, il sovrappeso e il rimanere in piedi per molte ore (la cosiddetta postura ortostatica prolungata) aumentano la pressione sulle vene e ne accelerano la dilatazione. Per questo le varici possono essere definite una «patologia della modernità».
Capillari, microvarici e teleangectasie: facciamo chiarezza
Spesso i pazienti confondono i diversi segni sulle gambe. Le teleangectasie, ossia i comuni «capillari», sono ramificazioni sottili di colore rosso o rosso-bluastro, simili a ragnatele, e rappresentano il primo segnale di una pressione eccessiva nei vasi più superficiali. Le microvarici, o vene reticolari, sono vene leggermente più grandi (1-3 mm), di colore verdastro o bluastro, situate più in profondità. È importante ricordare che questi inestetismi possono essere la «punta dell’iceberg» di un reflusso venoso più profondo.
Il rischio di trombosi
Qui sta il motivo per cui le varici non vanno trascurate: quando una vena si dilata, il sangue al suo interno ristagna e, di conseguenza, si può andare incontro a trombosi (varicotrombosi), con possibile coinvolgimento del circolo venoso profondo (trombosi venosa profonda) ed embolia polmonare. La vena varicosa può inoltre andare incontro a «rottura», spontanea o traumatica, con eventi emorragici importanti, o all’ulcera, complicanza più tardiva ma da non sottovalutare.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi si pone mediante ecocolordoppler venoso, ovvero un esame ecografico, non invasivo, che valuta morfologia e flussimetria dei vasi e mappa esattamente la situazione. Sulla base di questo studio si sceglie, in modo personalizzato, il trattamento: dalle tecniche meno invasive come la scleroterapia con schiuma fino alle procedure endovasali (laser, radiofrequenza). Sono oggi tutte opzioni mininvasive e ambulatoriali.
Pertanto, il messaggio importante e giusto da dare è che non bisogna leggere le varici come un semplice difetto estetico. Affidarsi precocemente a una visita specialistica con ecocolordoppler permette di intervenire con tecniche moderne prima che insorgano complicazioni e non c’è ragione di temere un esame indolore e non invasivo.


