Vene Varicose
Una vena varicosa è raramente solo una vena varicosa. Il trattamento si modella sulla mappa sottostante.
A Palazzo Manzoni, in Brescia, il trattamento delle vene varicose parte dall’ecocolordoppler, non dalla superficie. Scleroterapia ecoguidata con schiuma o laser endovenoso, scelti per indicazione. Guidato dal Prof. Edoardo Cervi, con il Dr. Fabio Viotti per il laser endovenoso.
Il programma vene varicose di Palazzo Manzoni, in Brescia, è guidato dal Prof. Edoardo Cervi, con il laser endovenoso eseguito dal Prof. Cervi e dal Dr. Fabio Viotti. Ogni piano parte da un ecocolordoppler venoso (l’esame che mappa morfologia e flussimetria del sistema venoso) e si chiude quando l’imaging conferma che il reflusso è stato risolto.

Prima l’ecocolordoppler
Ogni trattamento parte dalla mappa venosa.
Ambulatoriale, entri ed esci con le tue gambe
Tecnica locale, nessuna anestesia generale, ritorno immediato all’attività.
Chiusura, non stripping
La chiusura chimica (scleroterapia) o termica (laser) sostituisce il vecchio stripping.
Lo stesso specialista, ogni seduta
Un chirurgo vascolare, dalla prima visita al follow-up.
Cosa Ti Ha Portato Qui
Hai smesso di indossare ciò che indossavi molto prima che le gambe ti costringessero a farlo.
Hai sentito la pesantezza arrivare prima, nel pomeriggio. Hai cominciato a tenere le gambe in modo diverso. Hai smesso di indossare gonne, pantaloncini, qualunque cosa rendesse le vene visibili. Ti hanno detto che era ereditario, che era ormonale, che era colpa delle scarpe sbagliate o del lavoro che fai o delle troppe ore in piedi.
Ti hanno detto di usare la calza elastica. Ti hanno detto di aspettare. Se sei arrivato a questa pagina, la fase del lavorarci attorno è finita.
Quello che ti serve adesso è uno specialista che esamini le gambe, che appoggi la sonda ecografica sui segmenti giusti e che ti dica con franchezza cosa sta facendo ciascun vaso sotto la superficie e quale tecnica lo chiuderà davvero. La prima visita a Palazzo Manzoni serve a questo.
Un Percorso Chiaro
Una diagnosi precisa, poi la tecnica giusta per la tua mappa venosa specifica
Il trattamento delle varici funziona bene solo quando la tecnica si modella sulla lesione, sul paziente e sul reflusso sottostante. Una vena varicosa trattata senza aver mappato il sistema che la alimenta è una vena varicosa che torna. L’ecocolordoppler è il primo passo imprescindibile. Il trattamento è ciò che segue.

Il programma è guidato dal Prof. Edoardo Cervi, chirurgo generale e vascolare con specializzazione flebologica, con il laser endovenoso eseguito anche dal Dr. Fabio Viotti.
01
Una mappa venosa prima di ogni procedura
Ogni piano parte dall’ecocolordoppler venoso, ossia l’esame ecografico che visualizza sia la morfologia delle vene sia la direzione del flusso al loro interno. Senza, la conversazione è approssimativa.
02
Tecniche di chiusura scelte per indicazione, non per inventario
La scleroterapia ecoguidata con schiuma è il cavallo di battaglia per la maggior parte delle varici. Il laser endovenoso è preferito per il tronco safenico e per collaterali selezionati. Scleroterapia liquida e crioscleroterapia gestiscono i vasi più piccoli e di superficie. La tecnica si adatta alla lesione.
03
Un chirurgo vascolare, non un operatore di procedura
Il Prof. Cervi è chirurgo generale e vascolare con specializzazione flebologica. Se il tuo quadro venoso è semplice, la tecnica è semplice. Se non lo è, la conversazione va più in profondità di un opuscolo.
04
Follow-up che si chiude con l’imaging, non con l’aspetto
Una vena varicosa appare meglio nel momento stesso in cui la superficie è stata chiusa. La domanda reale (il reflusso sottostante è stato risolto?) ha risposta nell’ecocolordoppler di controllo, non in quello che vede la gamba una settimana dopo.
Tre Conversazioni
Tre quadri di varici,
due tecniche di chiusura
Una vena varicosa che vedi e senti è più spesso il segno di superficie di un sistema safenico insufficiente a monte. Quando il tronco safenico è la causa, la risposta di un tempo era lo stripping; la risposta di oggi è la chiusura dall’interno della vena. La tecnica si sceglie a partire dall’ecocolordoppler, non da un opuscolo.
Ecco come si confrontano le due principali tecniche di chiusura. La scelta si fa con te, dopo l’ecocolordoppler.
Tecnica 01
Scleroterapia ecoguidata con schiuma
Adatto a
Vene varicose visibili di calibro medio-grande, con reflusso confermato, e le tributarie residue dopo la chiusura di una safena.
Come ci si sente
Un’iniezione con ago sottile, paragonabile a un prelievo venoso, fastidiosa più che dolorosa. Nessuna anestesia generale o locale.
Recupero
Entri ed esci con le tue gambe. 15-30 minuti per seduta, calza di classe II per due-tre settimane, da due a quattro sedute a distanza di circa un mese.
Compromessi
La vena chiusa viene riassorbita in settimane, non rimossa. Una quota piccola di pazienti sviluppa una pigmentazione brunastra transitoria lungo il decorso trattato.
Tecnica 02
Laser endovenoso (EVLA)
Adatto a
Reflusso confermato della grande o piccola safena, in pazienti che desiderano evitare lo stripping classico. Il sostituto della safenectomia.
Come ci si sente
Una sola puntura d’ago e anestesia locale tumescente lungo la vena. I pazienti descrivono pressione o trazione, non dolore. Senza anestesia generale o spinale.
Recupero
Ambulatoriale, 30-60 minuti, esci con le tue gambe lo stesso giorno. Calza di classe II, attività normale dal primo giorno, in genere una sola seduta per il tronco principale.
Compromessi
Una sensazione di cordone lungo il decorso del laser per qualche settimana. La tecnica è operatore-dipendente, e le tributarie residue richiedono in genere una scleroterapia con schiuma complementare.
Quale è la tua?
L’ecocolordoppler serve proprio a questo.
Il Tuo Percorso
Da «le gambe non sono più giuste»
a «la mappa venosa è stabile».
Step 01
La prima visita
Esame flebologico mirato, storia di quando sono comparsi i sintomi e di come si modificano nella giornata, revisione di eventuali imaging precedenti. L’ecocolordoppler si fa nella stessa visita, con la sonda sui segmenti venosi che contano.
Step 02
Il piano personalizzato
Esci dalla prima visita sapendo cosa sta facendo il sistema venoso, quali segmenti sono competenti e quali no, e cosa farebbe e cosa non farebbe ciascuna tecnica per te. Il piano scritto segue: numero di sedute, tecnica per segmento, tempistica attesa.
Step 03
Il trattamento, nel setting giusto
La scleroterapia ecoguidata con schiuma è ambulatoriale, dura tipicamente 15-30 minuti per seduta, eseguita sotto controllo ecocolordoppler in anestesia locale dove necessario. Il laser endovenoso è eseguito a Palazzo Manzoni, anch’esso ambulatoriale, con una singola puntura e il paziente che torna a casa lo stesso giorno.
Step 04
Calza elastica e ripresa dell’attività
Calza elasto-compressiva (in genere classe II) per le prime due-tre settimane dopo ogni seduta, per ottimizzare l’adesione dello sclerosante alla parete del vaso. Attività quotidiana normale, lavoro e cammino compresi, dallo stesso giorno. L’attività fisica intensa si reintroduce dopo il primo controllo.
Step 05
Follow-up, sull’imaging
Un ecocolordoppler di controllo al termine dell’intervallo concordato. La domanda non è se la gamba appare meglio (lo fa quasi sempre). La domanda è se il reflusso sottostante è risolto. Il percorso si chiude quando l’imaging lo conferma.
Cosa vedi dall’altra parte
Una gamba che torna
a essere una gamba
La prima cosa che la maggior parte dei pazienti nota non è l’assenza della vena. È l’assenza della vena dai loro pensieri. Il pomeriggio che non comincia con un calcolo. La sera che non finisce con la pesantezza. Il vestito, i pantaloncini, il costume che avevi smesso di mettere senza ammetterlo davvero.
Nelle loro parole
«Quindici anni di “è solo una vena.” Tre sedute di scleroterapia con schiuma, a distanza di un mese. La gamba la sera la sento mia, finalmente, dalla seconda seduta in poi.»
«Mi avevano detto che la safena andava tolta, con una cicatrice dall’inguine alla caviglia. Il Prof. Cervi ha mappato la vena all’ecocolordoppler e mi ha proposto il laser endovenoso. Una puntura, una seduta, sono uscito sulle mie gambe lo stesso giorno. L’imaging di controllo ha confermato la chiusura.»
«La vena visibile al polpaccio era in realtà la punta di un problema più grande a monte. Una volta che l’ecocolordoppler lo ha chiarito, il piano era diverso da quello che mi era stato proposto altrove. Le gambe le sento di dieci anni più giovani.»

Chi guida il trattamento delle vene varicose
Prof. Edoardo Cervi
Chirurgo vascolare e responsabile della flebologia. Scleroterapia ecoguidata con schiuma, laser endovenoso, diagnostica vascolare.
Chirurgo vascolare e responsabile della flebologia
chirurgia generale e vascolare con specializzazione flebologica
Primo in Italia con Sonovein HIFU
primo chirurgo vascolare in Italia a utilizzare Sonovein (HIFU) per l’insufficienza venosa, alla Vein Clinic Ippocrate di Parma
Diagnostica venosa e arteriosa completa
ecocolordoppler venoso, arterioso, dei tronchi sovraortici, aortico e dei vasi addominali
Tecniche mininvasive
scleroterapia ecoguidata con schiuma, laser endovenoso, radiofrequenza e trattamento delle emorroidi con schiuma e radiofrequenza
Lo stesso specialista, ogni seduta
continuità dal primo ecocolordoppler a ogni seduta e ad ogni follow-up
«Una vena varicosa è raramente solo una vena varicosa. È, molto spesso, la punta visibile di un’insufficienza che parte più a monte. L’ecocolordoppler è ciò che cambia la domanda da “come miglioriamo l’aspetto di questo segmento” a “come chiudiamo la causa che lo produce.” Oggi le tecniche sono mininvasive, ambulatoriali, indolenti. Non c’è più ragione di convivere con le gambe con cui ti hanno detto di convivere.»
Quando il Tempo Non È Neutro
Alcune varici possono aspettare. Molte no.
Un sistema venoso competente è silenzioso. Uno incompetente è paziente: lavora silenziosamente per anni, mentre ci si adatta. La pesantezza diventa normale. Il gonfiore serale diventa normale. I crampi notturni al polpaccio diventano normali. Non sono normali. Sono il modo in cui il corpo segnala che il sangue sta ristagnando, ossia rimanendo fermo, nei vasi che dovrebbero riportarlo al cuore.
Una vena varicosa lasciata al proprio corso può sviluppare una trombosi superficiale (varicotrombosi), una dolorosa infiammazione della vena di superficie che in pazienti selezionati arriva al sistema venoso profondo diventando una trombosi venosa profonda. Il reflusso che alimenta la vena visibile progredisce anno dopo anno, reclutando nuove tributarie. La cute del polpaccio, alimentata per anni da sangue venoso in stasi, alla lunga si ispessisce, si scurisce e nei casi avanzati ulcera.
→Scleroterapia ecoguidata con schiuma
Il cavallo di battaglia per le vene varicose visibili di calibro medio-grande, e per le tributarie residue dopo la chiusura di una safena.
→Laser endovenoso (EVLA)
Chiusura del tronco safenico dall’interno della vena, il sostituto moderno dello stripping, in una sola seduta ambulatoriale.
→Radiofrequenza
Una tecnica termica molto simile al laser endovenoso, con le stesse indicazioni e un profilo di recupero simile.
→Sonovein (HIFU)
Ultrasuoni focalizzati ad alta intensità che chiudono la vena dall’esterno della cute, senza puntura, per mappe venose selezionate.
Nessuno di questi è motivo di allarme. È motivo per farsi visitare. Per la maggior parte dei pazienti, il primo ecocolordoppler è rassicurazione. Per altri, la risposta è «prima è meglio». È l’attesa nell’incertezza che costa di più.
Domande Frequenti
Domande frequenti
sul trattamento delle vene varicose
Come capisco se le mie varici vanno trattate?
Non ogni vena visibile va trattata. La decisione dipende dal calibro, dal reflusso sottostante all’ecocolordoppler, dai sintomi (pesantezza, gonfiore serale, crampi notturni, gambe senza riposo) e dalla storia del paziente (precedenti varicotrombosi, familiarità). Vene visibili sintomatiche con reflusso confermato si trattano in genere. Vene visibili senza reflusso si gestiscono spesso a livello estetico o in modo conservativo. La risposta onesta emerge dalla visita e dall’ecocolordoppler.
Qual è la differenza tra scleroterapia e laser endovenoso?
La scleroterapia chiude una vena chimicamente, iniettando un agente sclerosante (in forma liquida o di schiuma) che produce una reazione infiammatoria controllata e una progressiva obliterazione del vaso trattato. Il laser endovenoso chiude una vena termicamente, introducendo una sottile fibra laser al suo interno ed emettendo calore che la sigilla. Entrambe sono alternative al vecchio stripping. La scleroterapia è preferita per tributarie e varici di calibro piccolo-medio. Il laser endovenoso è preferito per il tronco safenico e per tributarie più grandi selezionate.
Quante sedute servono in genere?
Per la scleroterapia ecoguidata con schiuma, da due a quattro sedute distanziate di circa un mese, in base al volume di malattia. Per il laser endovenoso, in genere una seduta singola per la vena principale, spesso seguita da una scleroterapia complementare sulle tributarie residue. Il numero esatto si stabilisce dopo l’ecocolordoppler.
La procedura è dolorosa?
Minimamente. La scleroterapia con schiuma si esegue sotto guida ecografica con ago sottile; l’iniezione è paragonabile a un prelievo venoso. Il laser endovenoso si esegue in anestesia locale (tecnica tumescente) lungo il decorso della vena; i pazienti descrivono pressione, non dolore. Nessuna anestesia generale per nessuna delle due tecniche.
Dovrò indossare la calza elastica, e per quanto tempo?
Sì. Calza elasto-compressiva, in genere classe II, indossata nelle prime due-tre settimane dopo ogni seduta, per ottimizzare l’adesione dello sclerosante alla parete del vaso e sostenere il ritorno venoso nella fase di guarigione.
Quando posso tornare alle mie attività?
Attività quotidiana, lavoro e cammino compresi, dallo stesso giorno. L’attività fisica intensa si reintroduce dopo il primo controllo (in genere due-tre settimane). Voli a lungo raggio, bagni molto caldi e sauna è bene evitarli nella finestra immediatamente post-procedura.
E il vecchio «stripping» della safena?
Lo stripping (safenectomia) è stato il gold standard fino a quando le tecniche endovascolari ablative (laser endovenoso, radiofrequenza, scleroterapia ecoguidata con schiuma) lo hanno sostituito per quasi ogni indicazione. Lo stripping oggi è riservato a casi selezionati con anatomia molto specifica. Non è più la conversazione di default.
Le vene varicose possono tornare dopo il trattamento?
La recidiva è possibile ma dipende in gran parte da come è stato costruito il piano iniziale. Trattare solo la vena visibile in superficie, senza mappare e affrontare il reflusso a monte, è la causa più comune di «recidiva». Quando il piano si costruisce dall’ecocolordoppler e segue il reflusso fino alla sorgente, la chiusura durevole è l’aspettativa realistica, con controlli periodici nel tempo.
Posso essere trattata in gravidanza o in allattamento?
La scleroterapia e il laser endovenoso si rimandano di norma alla fine della gravidanza e dell’immediato puerperio. La gravidanza è essa stessa un forte fattore di progressione delle varici, e molte pazienti programmano il piano di trattamento dopo aver completato il numero desiderato di gravidanze. La prima visita stabilisce la tempistica giusta per la tua situazione.
Quanto costa il trattamento delle varici a Palazzo Manzoni?
Il costo dipende dalla tecnica scelta (scleroterapia vs laser endovenoso) e dal numero di sedute necessarie, definito dopo l’ecocolordoppler. Dopo la prima visita e la mappatura diagnostica ricevi un preventivo dettagliato e trasparente che copre l’ecocolordoppler, le procedure stesse, le calze elastiche e il piano di follow-up, voce per voce e senza costi nascosti.
Dove si trova Palazzo Manzoni e serve l’impegnativa?
L’Istituto Chirurgico Palazzo Manzoni si trova in Via dei Mille 14, nel centro di Brescia, raggiungibile da tutta la Lombardia, Milano inclusa (circa un’ora). Non serve impegnativa per una visita vascolare.
Chi guida il programma di trattamento delle vene varicose?
Il programma è guidato dal Prof. Edoardo Cervi, con il laser endovenoso eseguito anche dal Dr. Fabio Viotti. La cura è dell’équipe, con continuità dal primo ecocolordoppler a ogni seduta e ad ogni follow-up.
Fai il Prossimo Passo
Le gambe che hai smesso di esporre non erano il problema.
Lo era la mappa sottostante.
A Palazzo Manzoni, in Brescia, la visita per le vene varicose è approfondita, onesta e costruita attorno alla mappa ecocolordoppler del tuo sistema venoso specifico.
Indirizzo
Via dei Mille 14, 25122 Brescia, Italia
Telefono
Orari
Mon-Fri 8:30-18:30 · Sat 9:00-13:00
01
Mettiti in contatto
Telefono, email, WhatsApp o prenotazione online.
02
Fatti visitare con ecocolordoppler
Mappatura venosa specialistica dal Prof. Cervi o dal Dr. Viotti, con l’équipe che ti accompagnerà.
03
Procedi avanti, con un piano
Un piano disegnato sulla mappa del tuo sistema venoso.