La scleroterapia degli arti inferiori oggi: dai capillari alle varici, dal liquido alla schiuma

28.01.2026

Oggi la scleroterapia per la patologia venosa degli arti inferiori si conferma, sia in campo estetico sia terapeutico, una tecnica sicura, con basse complicanze e ottimi risultati. Come in tutte le procedure, però, è fondamentale un corretto inquadramento: lo studio ecocolordoppler, con infrarossi ed emodinamico, è imprescindibile prima di un trattamento, e successivamente è necessario impostare la giusta strategia in termini di numero di sedute, concentrazione e quantità di farmaco.

In cosa consiste la scleroterapia

La scleroterapia è un’iniezione di farmaco a livello endovenoso, al fine di determinare una reazione infiammatoria e indurre la progressiva obliterazione, ossia la chiusura, del vaso trattato. Questa metodica, usata per la prima volta in Svizzera nel 1682, si è molto evoluta nel tempo: la scoperta della schiuma sclerosante — un liquido miscelato ad aria — ha rivoluzionato il trattamento delle vene degli arti inferiori. Oggi la tecnica si è raffinata, riducendo complicanze come la flebite chimica, ossia un cordone duro, dolente e scuro lasciato sulla vena da una quantità o concentrazione eccessiva di farmaco.

Quali sono i maggiori dubbi dei pazienti

I pazienti chiedono spesso se l’occlusione di un vaso determini la comparsa di altri: questo avviene se non si tratta il vaso giusto e con le corrette concentrazioni. La concentrazione e la quantità di farmaco sono infatti requisiti fondamentali. È possibile decidere se chiudere completamente una vena con alte concentrazioni (scleroterapia occlusiva, per le vene varicose) oppure ridurne il calibro con basse concentrazioni (scleroterapia funzionale, per i capillari). La metodica si applica così a tutte le vene patologiche: dai capillari, con l’ausilio di particolari luci a infrarossi, alle varici, sotto guida ecografica (ecosclerosi).

Come si svolge il trattamento

Il trattamento, consigliato e programmato dallo specialista previa valutazione con ecocolordoppler, si esegue in regime ambulatoriale e non comporta limitazioni funzionali: una volta terminata la procedura, il paziente può tornare subito alle proprie attività. Al termine è corretto utilizzare una calza elasto-compressiva, allo scopo di ottimizzare l’adesione del farmaco alle pareti vascolari. A seconda della gravità, il trattamento va ripetuto distanziando le sedute di circa un mese.

In conclusione, la scleroterapia moderna è efficace e ben tollerata proprio perché preceduta da uno studio accurato. Affidarsi a uno specialista e a un ecocolordoppler resta il primo passo per scegliere la strategia giusta su ciascuna vena.