Prevenire le varici: i 7 consigli dell’esperto
28.01.2026

Le varici, o vene varicose, sono vene dilatate all’interno delle quali il sangue ristagna, non riuscendo più a defluire correttamente verso il cuore. Derivano in genere da un indebolimento della parete venosa e si manifestano soprattutto agli arti inferiori, come cordoni evidenti e sporgenti dalla cute. L’incidenza è del 10-30% nelle donne e del 10-20% negli uomini.
Quando rivolgersi allo specialista
Sarebbe indicato rivolgersi allo specialista al primo riscontro di sintomi — gambe pesanti, prurito, bruciore, formicolio — e ancor più se si ha familiarità o si presentano fattori di rischio. Diventa invece fondamentale in presenza di varici di grandi dimensioni o di complicanze: se l’area colpita diviene calda, arrossata, dolente e tumefatta, segni di uno stato infiammatorio in corso (varicotrombosi). La diagnosi si pone mediante ecocolordoppler venoso, ovvero un esame ecografico che valuta morfologia e flussimetria dei vasi.

Una buona idratazione e una dieta ricca di fibre completano le abitudini che proteggono la parete venosa.
I 7 consigli per prevenire le varici
La prevenzione passa da abitudini semplici ma costanti, che aiutano la circolazione di ritorno. Innanzitutto, (1) muoversi e camminare regolarmente, per attivare la pompa muscolare del polpaccio, il nostro «cuore periferico»; (2) mantenere un peso corretto con un’adeguata alimentazione; (3) evitare di restare a lungo immobili, in piedi o seduti, alzandosi spesso; (4) sollevare le gambe a fine giornata per favorire il ritorno venoso; (5) limitare l’esposizione a fonti di calore eccessivo (sole prolungato, saune, depilazione a caldo), che dilatano le vene; (6) idratarsi bene e curare una dieta ricca di fibre, eventualmente con bioflavonoidi utili a proteggere la parete venosa; (7) utilizzare, quando indicato dallo specialista, calze elasto-compressive a compressione graduata.
E quando la prevenzione non basta
Quando le varici sono già presenti, i trattamenti sono molteplici e vanno personalizzati in base alla patologia e alle caratteristiche del paziente: dai meno invasivi, come la scleroterapia con schiuma, fino alle procedure endovasali (laser, radiofrequenza) e, nei casi selezionati, all’intervento chirurgico. La scelta nasce sempre da una valutazione con ecocolordoppler.
In conclusione, il nostro corpo è una macchina intelligente e ci dà dei messaggi: pesantezza, prurito, crampi notturni. Non bisogna sottovalutarli, né temere la visita specialistica, che è un esame non invasivo e indolore.

