La Maculopatia: prendersi cura del centro della visione

09.06.2026

La maculopatia è una malattia della macula, ossia di quella minuscola area al centro della retina responsabile della visione dei dettagli, dei volti, della lettura. Se immaginiamo la retina come la pellicola di una macchina fotografica, la macula ne è il punto centrale ad altissima definizione: è grazie ad essa che leggiamo queste righe e riconosciamo una persona da lontano. Quando si ammala, è proprio il centro dell’immagine a venire compromesso, mentre la visione laterale resta a lungo conservata.

La forma più diffusa è la degenerazione maculare legata all’età (DMLE), che interessa con una certa approssimazione il 5% della popolazione oltre i sessantacinque anni ed è, nei Paesi occidentali, la prima causa di grave riduzione visiva nell’anziano. Esistono però anche maculopatie legate alla miopia elevata, al diabete o ad alterazioni della giunzione tra retina e corpo vitreo.

Anatomia dell’occhio: la macula è la regione centrale della retina, deputata alla visione dei dettagli.

Secca e umida: due volti della stessa malattia

Schematicamente, la degenerazione maculare si presenta in due forme. La forma secca (atrofica) è la più frequente e la più lenta: la macula si assottiglia e compaiono i drusen, ossia piccoli depositi giallastri sotto la retina. La forma umida (neovascolare), meno comune ma assai più aggressiva, è caratterizzata dalla crescita di vasi sanguigni anomali e fragili che sanguinano e danneggiano rapidamente la macula. Quest’ultima va affrontata come un incendio in una foresta: è fondamentale intervenire con tempestività per spegnere l’incendio e preservare il maggior numero di cellule retiniche integre.

I primi segnali

Tipicamente, il paziente nota che le linee dritte — gli stipiti di una porta, le righe di un foglio — appaiono ondulate o distorte; questo sintomo si chiama metamorfopsia. Possono comparire una macchia centrale sfocata (scotoma), difficoltà a leggere nonostante gli occhiali, colori meno vividi. Un test semplicissimo, la griglia di Amsler, permette di sorvegliare a casa eventuali distorsioni e di accorgersi precocemente di un cambiamento.

La griglia di Amsler: a sinistra normale, a destra la distorsione percepita nella maculopatia.

La diagnosi

Oggigiorno l’esame chiave è l’OCT (tomografia a coerenza ottica), un’indagine rapida e non invasiva che fotografa la retina strato per strato, con una risoluzione di pochi millesimi di millimetro, e individua precocemente sia i drusen della forma secca sia i liquidi della forma umida. A questo si affianca, quando serve, la fluorangiografia o l’angio-OCT per studiare i vasi retinici.

Le cure disponibili

Per la forma umida la svolta è arrivata con i farmaci anti-VEGF, ossia molecole che bloccano la crescita dei vasi anomali e si somministrano mediante iniezioni intravitreali, rapide e ben tollerate, ripetute secondo schemi personalizzati. Per la forma secca non esiste ancora una terapia risolutiva, ma alcuni integratori a base di luteina, zeaxantina e antiossidanti, secondo gli studi AREDS2, possono rallentarne la progressione nelle forme intermedie; restano fondamentali la protezione dalla luce e l’abolizione del fumo.

In conclusione

La maculopatia insegna una lezione preziosa: nella forma umida il tempo è vista, e ogni settimana guadagnata sulla diagnosi può fare la differenza. Poiché i primi segnali sono spesso sottili, l’importanza di una visita oculistica completa di OCT, in una popolazione che invecchia, è davvero fondamentale per una corretta valutazione della retina e per cogliere la malattia quando si può ancora fare molto.