Allergie di primavera: quando gli occhi si ribellano

28.01.2026

Con l’arrivo della bella stagione, per molti torna puntuale un fastidio ben noto: occhi che prudono, arrossati e lacrimanti. È la congiuntivite allergica, ossia l’infiammazione della congiuntiva – la sottile membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre – scatenata dal contatto con i pollini dispersi nell’aria. Chi ne soffre, come sa bene, riconosce la primavera ancor prima dal calendario degli occhi che dalle previsioni del tempo.

Si tratta di un disturbo molto comune, che in Italia interessa con una certa approssimazione fino al 20% della popolazione, spesso in compagnia di rinite e starnuti. Non è pericoloso per la vista, ma può incidere parecchio sulla qualità della vita nei mesi della fioritura.

 L’occhio allergico: arrossato, gonfio e pruriginoso, tipicamente in entrambi gli occhi.

Perché succede?

Negli individui predisposti, il sistema immunitario riconosce erroneamente i pollini come una minaccia e libera istamina, una sostanza che dilata i vasi e infiamma i tessuti. Da qui prurito, rossore, gonfiore palpebrale e lacrimazione. Tipicamente i sintomi colpiscono entrambi gli occhi, peggiorano all’aperto e nelle giornate ventose e secche, e seguono il calendario delle fioriture: graminacee, parietaria, olivo, cipresso, a seconda della zona e del periodo.

Come distinguerla da un’infezione

Non sempre l’occhio rosso è uguale. Nella congiuntivite allergica domina il prurito ed è quasi sempre bilaterale, con secrezione acquosa e trasparente. Nella congiuntivite infettiva, invece, prevale una secrezione più densa, talvolta giallastra, e spesso comincia da un occhio solo. La distinzione conta, perché cambia completamente la cura: per questo, di fronte a un occhio rosso che non migliora, è bene non improvvisare diagnosi fai-da-te.

Con la terapia adeguata e qualche accortezza quotidiana l’occhio torna calmo.

I consigli pratici per conviverci

Alcune buone abitudini possono ridurre molto il fastidio. È utile evitare di strofinare gli occhi, perché lo sfregamento libera altra istamina e peggiora il prurito; applicare impacchi freschi, che danno sollievo immediato; lavare spesso il viso al rientro e indossare occhiali da sole avvolgenti all’aperto, che fanno da barriera ai pollini. Conviene inoltre tenere le finestre chiuse nelle ore centrali e ventose, arieggiare la sera, ed evitare di stendere il bucato all’aperto nei giorni di picco pollinico.

Le cure

Sul fronte dei rimedi, le lacrime artificiali diluiscono e «lavano via» i pollini dalla superficie oculare, mentre i colliri antistaminici e antiallergici controllano prurito e rossore; nelle forme più intense l’oculista può prescrivere trattamenti mirati per periodi limitati. Un punto va sottolineato con chiarezza: i colliri «sbiancanti» da banco, che fanno sparire il rossore, andrebbero usati con grande parsimonia, perché si limitano a spegnere una spia senza curare la causa e, a lungo andare, possono peggiorare la situazione.

In conclusione

La congiuntivite allergica è un disturbo fastidioso ma del tutto gestibile, a patto di affrontarlo con metodo e non a colpi di rimedi improvvisati. Quando i sintomi si ripetono ogni anno o diventano importanti, una visita oculistica permette di impostare la terapia giusta al momento giusto, magari anticipandola rispetto alla fioritura. Godiamoci pure la primavera e l’aria aperta, dunque, ricordando però di proteggere i nostri occhi quando il polline è di casa.